Ouidad: Sono vicino a via Maggiore
Benilde: Ok perfetto
Benilde: Me preparo poi vengo da te
Ouidad: 😊

Benilde, “colei che combatte per il bene” o “contro gli orsi”, dipende su quale sito sulle origini dei nomi capitate, ma per Benilde entrambe le versioni sono valide.
Sì, Benilde è certamente dalla parte del “bene”, ma senza ombra di dubbio potrebbe far scappare un orso se si mettesse sulla strada tra lei e le cose che ama o sogna.

Roar!

Benilde è mozambicana, figlia di una casalinga e di un carabiniere, famiglia umile, numerosa, originaria di Vilanculos ( sì, il nome suona buffo, ma cercatevi le foto delle spiagge, guardate il colore del mare e soffrite in silenzio come ho fatto io). Da Vilanculos si trasferiscono a Maputo, la capitale, per seguire il papà nel suo lavoro nelle forze dell’ordine.

«Mia madre ha indossato “il lutto” per 5 anni»
Nel giro di pochi anni Benilde perde il papà e il fratello e questo passaggio segna irreversibilmente la sua vita e anche quella di sua madre che dopo queste perdite incolmabili si è tirata su le maniche e ha iniziato a lavorare nel settore dell’accoglienza turistica.

«Era partita comprando un paio di bungalow che affittava ai turisti, oggi ne gestisce 28. Un passo dopo l’altro si è costruita la sua attività e la sua impresa».

Gli anni della storia della famiglia di Benilde hanno però un sottofondo preciso, rumoroso e drammatico, del quale Benilde mi parla poco, i suoi sono ricordi d’infanzia, ma che io voglio almeno citare, ovvero gli anni che seguono l’indipendenza del Mozambico e l’irruzione in quella storia della guerra fredda, che rimase fredda solo per le due potenze che armavano i blocchi, ma soprattutto in Africa, la guerra fredda e i posizionamenti hanno significato guerre civili e rese dei conti tra il blocco sovietico e quello anticomunista.

In Mozambico si combatte dal 1975 sino al 1992, Frelimo e Renamo i due partiti contrapposti, il Fronte di Liberazione del Mozambico di matrice socialista e indipendentista e la Resistenza Nazionale Mozambicana, partito conservatore, anticomunista legato a doppio filo con i regimi razzisti di Sud Africa e Rhodesia.
L’Italia giocò un ruolo fondamentale, attraverso la comunità di Sant’Egidio, nelle trattative che portarono il 4 ottobre 1992, a Roma, il presidente mozambicano e segretario del FreLimo Joaquim Chissano e Alfonso Dhalakama, leader della Renamo a firmare un Accordo Generale di pace che metteva fine a 17 anni di conflitto con centinaia di migliaia di morti e 4 milioni di sfollati e rifugiati nei paesi confinanti.

La storia del Mozambico ovviamente continua e purtroppo anche gli strascichi dei conflitti e delle contrapposizioni, ma per questa parte vi rimando agli opportuni approfondimenti, oltre ai testi della Prof. Anna Maria Gentili, anche questo link a Internazionale può essere utile per alcune letture sull’attualità mozambicana.

Benilde arriva in Romagna agli inizi degli anni 2000, sposando un uomo di Conselice e anche per lei l’impatto non è stato dei più semplici.

«Da Maputo 1.700.000 abitanti a Conselice 9.000 abitanti, il salto è stato molto grande e continuavo a chiedermi, dove fossi, se quello era il posto per me oppure no».

Benilde ha poco tempo per gli interrogativi esistenziali e dopo appena due mesi inizia a lavorare presso l’allora Cepal di Lugo.
Benilde ha iniziato da operaia dell’ortofrutta la sua vita in Romagna, per poi passare per Bagnacavallo come cameriera ai piani e arrivare in riviera a Marina di Ravenna per una stagione estiva.
Il luogo nel quale mette le radici e che diventerà trampolino per i suoi sogni è il Ristorante “Ida” di Lido di Dante nel quale lavorerà per ben 13 anni.

«Da quando sono arrivata in italia la mia vita è stata completamente assorbita dal lavoro e dalle mie figlie che qui sono nate e cresciute, ero questo, madre e lavoratrice, in un vortice che non mi bastava più».

Ma dopo 13 anni a Lido di Dante, forte di una lunga esperienza nella ristorazione e accoglienza delle persone, Benilde decide di ascoltare la vocina che dentro di lei la esortava, da tempo ormai, a provare a costruire qualcosa di suo, che parlasse della sua storia, che riassumesse i 18 anni di vita qui e che idealmente avvicinasse il Mozambico a Ravenna.

«Avevo questo sogno nel cassetto: aprire un posto tutto mio, nel quale servire piatti della tradizione mozambicana, brasiliana, portoghese, fare come aveva fatto mia madre anni prima, partire dal niente e vedere dove questa strada mi avrebbe portata».

Si parte Benilde!

Il progetto inizia a prendere forma durante la pandemia, durante il periodo più buio che abbiamo vissuto dal dopoguerra ad oggi.
Mentre la maggior parte di noi cercava la strada per comprendere cosa fosse una pandemia globale, mutare le proprie abitudini, adattarsi alle nuove condotte sociali caratterizzate da mascherine, gel, distanze, contingentamenti, paure del contagio per sé e i propri cari, Benilde costruiva le fondamenta di un sogno che sa di futuro.

«Dovevo costruire un piano economico e chiedere un credito per poter partire con l’attività, quindi mi sono rivolta a un consulente che mi guidasse nella costruzione del progetto e nella sua sostenibilità per arrivare alla banca con qualcosa di solido, credibile e sul quale trovare un investimento indispensabile per partire».

Ecco, sapete come si chiama il consulente di Benilde?
Virgilio! Sì Virgilio!
Scroscio di applausi.

Virgilio, colui che soccorre Dante e lo salva dalle tre fiere della selva oscura, colui che lo conduce nel viaggio attraverso l’Inferno sino alla cima del monte del Purgatorio dove Beatrice accoglie Dante per portarlo verso la grazia divina. Virgilio, poeta e filosofo che guida Dante e lo conduce, attraverso la ragione, alle quattro virtù cardinali: prudenza, fortezza, temperanza e giustizia.

Queste quattro virtù le leggo tutte in Benilde che centra l’obiettivo e ottiene il prestito necessario per avviare la sua attività. Ad Aprile 2021 apre “O’ Coqueiro” a Ravenna, Rosticceria Churrascaria Multietnica, Brasiliana, Mozambicana, Portoghese.

Chamussan di carne, empanadas di formaggio, coxinha di pollo, chips di manioca, matapa vegetariana con riso o granchio, feijoada, churrasco a Rodizio. Il tutto in via Bassano del Grappa, dopo le 4 stagioni, per capirci tra ravennati cresciuti, come me, a Ravenna sud.

Altro scroscio di applausi!

O’Coquiero è, mia personale definizione, una rosticceria femminista! Benilde ha assunto una squadra tutta al femminile, in cucina c’è Gladys, domenicana e altre donne e ragazze, donne arrivate in Italia da poco, studentesse universitarie, madri, lavoratrici.

Benilde è arrivata in cima al monte del Purgatorio, come Dante, sfidando le fiere che le si sono parate davanti nei vari stadi della vita.
Mi piace pensare che le sue fiere abbiamo l’aspetto degli animali che abitano il Mozambico, come elefanti, ghepardi, leoni, iene.
Virgilio ha certamente contribuito al trapasso, ma è Benilde, con la sua forza, la sua risata contagiosa, la sua potenza che ha creduto nel suo sogno, combattuto orsi e fiere ed è giunta a dire:

«Ho 42 anni e oggi mi sento me stessa, padrona della mia strada e del mio futuro».