Antonella Bandoli è stata per me un incontro ispiratore, rivelatore e al contempo confermativo di quanti talenti femminili di caratura internazionale vanti una città come la nostra e quanto bisogno ci sia di raccontarli, darvi voce e visibilità perché possano essere “agitatori” di ulteriori talenti o aspirazioni.

Bandoli, come tutte le persone che lavorano sodo e con passione, “a testa bassa”, quando qualcuno le chiama per raccontare di loro e valorizzarle chiedono: «ma perché io? Perchè questo TEDAME?»
Nessuna esitazione nella mia risposta: «tu Antonella sei una ravennate dalle radici ben piantate, ma con uno sguardo ampio, largo sul mondo e sull’innovazione dei linguaggi e dei codici comunicativi. Di te mi ha colpito il dinamismo e la capacità di portare le idee, la tua competenza su tavoli internazionali e al contempo vivere appieno la realtà della nostra città»

Antonella è direttrice creativa dell’agenzia Matitegiovanotte, agenzia che nasce a Forlì nell’86 e nel nome c’è la sintesi della romagnolità delle terre che le hanno dato i natali e l’onda futurista che ispira Antonella e gli altri soci fondatori.
L’humus nel quale si forma Antonella è vocato alla “parola”, meglio se plurilingue.

«Le lingue sono la punta di un iceberg, sotto la quale si poggia la cultura di un popolo e attraverso la lingua si accede alla comprensione massima delle diversità e delle comunanze»
«Ero certa di quale fosse la mia passione, ovvero la parolo e il testo. Lingue e filologia»

Insomma come si legge nella definizione di Nietzche, “un’orafa della parola”, come lo sono i filologi.

«Una mattina in treno verso Bologna, leggendo Repubblica mi balza all’occhio la promozione di un nuovo corso prossimo a partire a Reggio Emilia: l’Università del Progetto(UDP) e lì cambio rotta nei miei studi, fino ad allora in lettere, decidendo di iscrivermi»

Mai scelta fu più saggia.
L’UDP viene fondata nel 1989 da Giulio Bizzarri, Paolo Bettini e Gian Franco Gasparini a Reggio Emilia. Una sperimentazione che venne sostenuta dall’Unione Europa e da una rete importante di aziende italiane.
L’UDP aveva come obiettivo quello di formare i professionisti e le professioniste del design, della grafica e della comunicazione.
Il tutto all’interno di un ambiente progettuale e creativo in fermento.
UDP collaborò con le più grandi aziende e realtà italiane e non, tra cui: Barilla, De Agostini, Mandarina Duck, Max Mara, Pavesi, Walt Disney Company, Zanichelli, Zucchi.

«C’erano lezioni di “fantascienza” ,i sulla comunicazione delle api, con docenti del calibro di Giorgio Celli, l’entomologo»

Un altro progetto di cui mi racconta sono “le poesie terapeutiche”, ovvero poesie progettate comprensive di packaging simile a quello dei farmaci. Quindi scatole che ricordavano l’aspirina, oppure antibiotici o similari che contenevano bugiardini che erano in realtà testi poetici.

Antonella lavora sulla poesia “anticoncezionale”: “Tanto gentile e tanto onesta pare” della casa farmaceutica Degli Alighieri di Firenze. Nel bugiardino con la poesia si trovavano ovviamente anche posologia e controindicazioni.

«Doveva tutto suonare plausibile, ma al contempo folle!»

Da allora il vortice creativo di Antonella non si è mai fermato e tra le idee e i progetti (davvero tanti) che  mi racconta c’è quella della “Rolling school- manutenzione del quotidiano” di cui è co-fondatrice e che nasce dopo la chiusura dell’UDP.

«Avevamo in animo di continuare a nutrire quell’ambiente creativo e farlo in forma “nomade”, ovvero portare formazione,network tra aziende , pensatori, persone ed esperienze fuori dal coro»

Approfondendo questo passaggio sul sito di “matitegiovanotte” incontro una definizione di un metodo che inconsapevolmente applico anche io, ovvero il dragon dreaming: immaginare, progettare, realizzare e celebrare!
In definitiva l’obiettivo è sempre creare progetti creativi, collaborativi e sostenibili.
Tra le azioni che il progetto ha messo in campo c’erano anche “pillole formative” fruibili anche in treno o comunque in movimento. E devo dire che nella Rolling school si possono cogliere alcune azioni che oggi ci risuonano familiari, come i podcast e le lezioni a distanza.
Spero vivamente che questo progetto possa riprendere, perchè la formazione continua, soprattutto nell’ambito della creatività e della comunicazione e del suo trasferimento alle aziende, è una pratica necessaria.
Dopo l’esperienza reggiana Antonella inizia il suo viaggio nel mondo della comunicazione e del copy partendo da Forlì, luogo di nascita di matitegiovanotte.
L’Agenzia in quegli anni cresce a ritmi sostenuti, confrontandosi con grandi marchi, tanto grandi che arriva NIKE Italia e con loro la crescita inizia ad essere davvero importante.
Mentre Nike Italia passa alla fine degli anni ‘90 da 10 a 500 dipendenti, anche Matitegiovanotte e Antonella imparano a tenere il passo e diventare per loro il punto di riferimento italiano per i successivi 13 anni.

Grazie alla collaborazione con Nike si aprono molte opportunità per Matite Giovanotte e per Antonella che inizia a collaborare con una delle agenzie più importanti al mondo, ovvero la Wieden+Kennedy, agenzia di Portland in Oregon e conosciuta per le più importanti campagne di Nike.

«Feci il colloquio per W+K in Olanda, dove hanno la sede europea. Un’emozione incredibile e una soddisfazione grande»

Antonella ha adattato al mercato italiano le campagne americane, lavorando sulla parola e sulla cultura, che non vuole dire tradurre a livello linguistico una campagna, ma studiare il contesto in cui la si divulga, i codici, le sensibilità che variano di Paese in Paese.
Nel curriculum di Antonella si aggiungono la FCB Inferno e la Hogarth, agenzie inglesi di caratura internazionale per le quali Antonella è consulente preziosa e ricercata. Per loro ha “tradotto” le campagne di Mattel, DZN e Rolex per citarne solo alcune.

Per mantenere una mente creativa anche il corpo deve contribuire in qualche modo e per Antonella il mix perfetto è coniugare viaggi e sport, in particolare la subacquea che scopro essere tra le sue più grandi passioni.

«Sento il bisogno di tenere mente e corpo in continuo movimento»

Per fare questo si sveglia all’alba, corre o fa pilates.

Un altro capitolo importante della vita di Antonella è il suo impegno per la promozione dell’imprenditoria femminile e nel ricercare modalità e linguaggi per ispirare giovani che possano creare il loro percorso di autodeterminazione. Grazie al comitato impresa donna di CNA ha aperto il suo sguardo di genere sulle tematiche imprenditoriali e su quanto il contributo di tutte, a partire dal suo, fosse necessario per radicare e rafforzare l’empowerment femminile, la leadership delle donne e aprire l’immaginario delle ragazze e delle bambine.

«Dobbiamo lavorare perchè le ragazze riconoscano i loro sogni e possano immaginarsi in tutti gli ambiti senza essere scoraggiate da stereotipi o mancanza di role-model ai quali fare riferimento»

Sono molto d’accordo con Antonella e questo tema delle auto-rappresentazioni delle giovani è uno dei problemi alla base del perpetrarsi di stereotipi e canalizzazioni formative che portano le studentesse a prediligere percorsi universitari a discapito di altri tradizionalmente maschili, oppure la tendenza ad auto proiettarsi maggiormente nei lavori dipendenti e meno nell’imprenditoria.

Mi piacerebbe lavorare su questo con Antonella, mettendo in rete il mondo associativo, le imprenditrici e le scuole.

«Il ruolo della comunicazione è fondamentale, perché attraverso le immagini e le narrazioni che passano nelle campagne pubblicitarie si consolidano gli stereotipi o si de-costruiscono.

L’attenzione è alta in questo momento e per questo le grandi aziende sono parte attiva nella promozione di campagne impegnate sul fronte dei diritti delle donne.
Si vedono ancora però pubblicità imbarazzanti, dove le donne puliscono sorridendo o interpretando solo e solamente il ruolo di madre devota»

Su questo la nostra città ha molto lavorato, penso al protocollo con AIAP promosso nel 2015 dall’allora Assessora Piaia, così come il festival Sottosopra che abbiamo sperimentato nel 2018 insieme ad UDI sul tema della comunicazione e che spero possa trovare continuità e fornire stimoli per una cultura alternativa delle immagini e delle rappresentazioni delle donne e di tutte le diversità.

«Antonella e Ravenna?»
«Ravenna deve coltivare il dinamismo, valorizzare il sottobosco di talenti che questa città esprime e dare loro fiducia e spazio per allargare lo sguardo sul futuro»

Scherzando Antonella dice che ogni tanto noi ravennati siamo incantati dai nostri mosaici e rimaniamo “impallati” a fissarli, mentre tutto il resto scorre veloce.
Ecco, credo anche io che l’incanto dato dalla bellezza e dal patrimonio che abbiamo in dote sia il miglior stimolo per restare in movimento.

«Questo movimento e dinamismo lo vedo nello sviluppo della Darsena, quartiere europeo e contemporaneo che sta cambiando e diventando una nuova piazza per i ravennati»

Sì la Darsena è un distretto creativo e culturale in continua evoluzione e credo che grazie al suo respiro internazionale e allo sguardo verso il mare che ha fatto riscoprire a noi ravennati, possa essere un bacino di ispirazione continua.
Antonella mi porta in dono una pubblicazione importantissima della quale è autrice e curatrice: The Meaning Underground, a visual trip into the Art of Copywriting.

Per la Red Publishing. Antonella ci accompagna in un viaggio in metropolitana nel miglior copywriting tra il 2006 e il 2009 prodotto in tutto il mondo:

“La parola, come il treno, è viva, mobile, curiosa, influenzabile e influente. Esplora e sperimenta i diversi aspetti della società e ne solletica la conoscenza. Sfogliare il libro sarà come partire per un viaggio, saltare da una stazione ad un’altra, scoprire le diverse tappe non obbligate, che insieme coesistono in uno schema lineare obbligatoriamente imposto, ma che possono essere in qualsiasi momento vissute separatamente, saltate, messe a confronto.
La meta è in superficie; i percorsi sotterranei per raggiungerla possono essere emozionanti, avventurosi, istruttivi e terapeutici”.

Non mi resta che ringraziare Antonella per avermi raccontato il suo grande sguardo sul mondo, la sua vita in movimento e l’impegno immancabile per la sua città.